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Skate con sbuccio (è modern outdoor?)

Skate con sbuccio (è modern outdoor?)

È bello avere (più di) trent’anni ed iniziare ad imparare a fare cose, che in teoria sarebbe stato meglio imparassi da piccola, o nell’età “giusta” per farlo.
Vedi il surf. O la moto.
Con il surf non sarò mai brava, non avrò mai quell’incoscienza che si ha solo anni addietro, né l’esperienza e la pratica come se avessi iniziato vent’anni fa.
Con la moto sono lenta, prudente, al limite del fastidio, insomma, perché l’ho presa l’anno scorso.
Tuttavia sono felice così. Molto felice così.


Un paio d’anni fa mi feci fare uno skate, con il quale ogni tanto andavo “dritta” per le strade del vicinato, poi lo lasciai un po’ stare perché oh, mi piacerebbe fare tutto, ma tutto non si può mica fare.
Invece si può fare tutto, non bene, ma si può. Anzi, direi che sono perfettamente in linea con i tempi moderni, che danno un calcio sulle palle all’approfondimento per navigare invece in superficie, sapendo di tutto un po’.

Week-end scorso, grazie a Teva, sono andata al Florence Open Skate, e sbam, ritorna la fissa dello skate, longboard per la precisione.
Mi hanno invitata in quanto “abbastanza” in linea con il concetto di modern outdoor, non sono sicura di averne capito il significato al cento per cento, all’inizio pensavo fosse qualcosa che si riferisse all’arredamento da esterni, ma sicuramente è intuibile.
Di certo qualsiasi cosa riguardi l’outdoor, mi ci butto ad occhi chiusi, anche nel senso letterale del termine. Vuoi perché sono cresciuta all’aperto, vuoi perché fuori sei a contatto con più sensazioni, quella meravigliosa della natura compresa, vuoi perché lo spazio aperto include l’idea di libertà, vuoi perché è semplicemente così e basta.

Insomma, il week end scorso, grazie a Simone Sassoli di Fortezza Crew, ho quasi imparato a fare le curve, ovviamente a due all’ora, perché devo pur mantenere il mio primato di lumaca, ma ce l’ho quasi fatta.
Sono naturalmente caduta, ma come una bambina cresciuta, mi sono rialzata un pochettino sanguinante e sono rimontata sulla tavola.
Disinfettarsi? Vabè, c’è l’acqua frizzante.

Dato che ovviamente “ora lo voglio troppo fare”, mi sono fata dare da Silvia dei contatti per skatare a Milano, ovvero di qualcuno che continui ad insegnarmi, ed è saltato fuori il nome di Board Riding (appena li contatto vi farò sapere, sarebbe bello fare una lezione tra “amici”).
Nel frattempo penso al surf a Lanzarote, al sup in Liguria, allo yoga al parco, alla prossima passeggiata sui boschi, a rituffarmi in piscina con le scarpe.
Se tutto questo è modern outdoor, I’m in!

#explorercollective


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