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Le 3 Zinnen ( – quasi – vietato ridere...

Le 3 Zinnen ( – quasi – vietato ridere)

Ovvio che se senti dire “zinne” da un distinto signore in giacca e cravatta ti piglia la classica “ridarella” da Scuola Media. Un distinto signore come Franz Ladinser, che ha ripetuto più volte “zinne” non perché fosse pazzo, ma perché così si chiama la zona dove sta il suo albergo.
“Lo so, la scelta del nome 3 Zinnen è un po’ strana”, ci ha detto sorridendo mentre io e i miei compagni di viaggio ci abbuffavamo chi di salumi, chi di formaggi nella cantina del suo hotel, l’Orso Grigio di San Candido, che vi consiglio per posizione centrale, servizi e rapporto qualità-prezzo (circa 80 euro a persona a notte).

San Candido, a Sud delle Dolomiti, è il paese più vecchio del Tirolo, ed oltre ad essere di per sé una chicca, è un ottimo punto dove soggiornare, perché si possono comodamente raggiungere impianti, rifugi, e la stazione ferroviaria.
Inutile dire che mille sono le cose da fare: per chi è appassionato di bici come me – infatti d’estate dovrò assolutamente tornarci – qui ci sono diverse piste ciclabili, cosa rara ed estremamente agognata per noi poveri ciclisti milanesi, come la ciclabile Drava che porta a Lienz. Per chi non ce la fa a tornare indietro c’è pure il trenino comodo comodo.
Per chi ama le escursioni, con ciaspole o meno, la zona delle 3 Zinnen pare fatta apposta: il primo giorno sono salita fino a Prato Piazza in macchina, camminando non so quanto con un dislivello di 400 metri, per raggiungere quella benedetta croce in cima alla montagna (me la sogno ancora la notte), che affaccia sulle 3 Cime.

3 zinned travel lucia del pasqua
home trekking 3 zinnen
play snowtrekking 3 zinnenwalk mountaintrekking 3 zinnen bridgemountains hole

holeIl mio consiglio più spassionato è di non sopravvalutarvi per quanto riguarda le camminate in montagna, perché si può anche essere super allenati nel nuoto o nella corsa, per esempio, ma poi patire le pene dell’inferno per una camminata in salita, e poi in discesa, sulla neve.
Giunta in vetta al monte con un lieve sentimento d’intolleranza verso il genere umano, sono sincera, ho provato un enorme senso di gioia per una trilogia di eventi: la vista mozzafiato, i biscotti fatti dalla sorella della nostra guida, annaffiati da rum caldo e qualcosa, e l’esistenza di un quadernetto custodito in una nicchia appesa alla croce, messo lì affinché i turisti possano scrivere qualcosa, una volta arrivati lassù.

Avrei voluto scrivere “è un miracolo che sia viva”.

patagonia 3zinnend

Una volta scesa, sono andata “a morire” nel rifugio Prato Piazza, proprio davanti alla Croda Rossa, nel parco naturale delle Dolomiti di Fanes-Senes-Braies. Consiglio numero uno: se siete vegetariane, chiedete sempre se in ogni pietanza c’è della carne, perché la trovate anche dove non vi immaginereste mai, tipo la zuppa d’orzo. Consiglio numero due: prendete il Calimero, una sorta di bombardino ma con il caffè, vi riscalda guance, cuore e vi stende secche al sole che è una meraviglia.

patagonia trekking 3 zinnen

bombardino trekking 3 zinnenDevo dire che l’unico motivo che mi ha fatto poi rialzare è stato il grido “Lago di Braies”, posto famigerato per i racconti e le bellissime foto di amiche e amici, specie di Elena.
Il lago, che abbiamo raggiunto in mezz’ora, e che giace ai piedi dell’imponente parete rocciosa della Croda del Becco, era ghiacciato, quindi c’abbiamo un po’ scorazzato sopra.
Ai suoi lati una graziosa cappella e un grande albergo-ristorante, l’Hotel Pragser Wildsee, legato ad una figura pionieristica del turismo alpino, Emma Hellenstainer, o Frau Emma, cuoca superlativa e cofondatrice della sezione di Villabassa dell’Alpenverein, il Club Alpino dell’Alto Adige.
Da lì, sempre nella Valle di Braies, per chi ama le marmellate, è facilmente raggiungibile un negozio, che pare quasi una spa, Alpe Pragas, il paradiso delle composte di frutta e mostarde.

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Non so con quali energie, ma dopo pranzo ho avuto pure la forza di andare all’Acquafun di San Candido, a farmi una ventina di minuti di nuoto, non di più perché l’acqua era così calda che sudavo come un cammello perfino in vasca. Per i malati di piscina come me è il dopo sci, o il dopo trekking ideale.

La prima sera io e i miei compagni siamo andati a Dobbiaco, a mangiare al ristorante Winkelkeller, una suggestiva location degna dell’incontro più romantico, con tanto di cameriere in abiti tirolesi.
Suggerisco tutti i dolci del menù, per quanto riguarda invece le portate principali, sono ideali per chi vuole sperimentare la cucina altoatesina rivisitata, dato che certi accostamenti sono molto coraggiosi. Io che nel cibo non amo molto sperimentare, poiché prediligo i gusti più semplici, ho ordinato dell’ottimo formaggio, andando così sul sicuro.

ice parco naturale 3 cime di lavaredo.

parco naturale 3 cime di lavaredo. 2parco naturale 3 cime di lavaredo. chairparco naturale 3 cime di lavaredo. homeparco naturale 3 cime di lavaredo.4parco naturale 3 cime di lavaredo

La seconda giornata nelle Dolomiti è stata decisamente più blanda, dato che abbiamo cominciato con una camminata in pianura nel Parco Naturale delle 3 Cime di Lavaredo, tra barbe e capelli congelati, dato che c’erano -14 gradi, ed un paesaggio pazzesco.
Da lì, la cabinovia ci ha portati al Rifugio Rudi, rinominato da me il Rifugio Hipster o dei Ragazzi Cool, graditissima tappa prima di provare l’esperienza-slittino, attività per la quale ho scoperto una grande passione. In altre parole: è una figata pazzesca.
Lo skipass giornaliero per lo slittino costa 29 euro, contro i 51 per chi scia.

columbia look salice

rifugio rudicolumbia lookAbbiamo concluso in bellezza, raggiungendo Jora, un ristorante sopra San Candido, diretto dallo chef Markus Holzer, che utilizza per di più ingredienti provenienti da contadini locali. Da Jora ho mangiato da dio, con delle vere e proprie alternative senza carne, dai ravioli al latte di capre che ti esplode in bocca, al purè di rape, fino al pane alla barbabietola. Creatività, passione e buon gusto in sei portate, tutte ottimamente bilanciate.

Parentesi abbigliamento consigliatissimo in montagna: il mio.
Guscio e piumino: Patagonia
Termica: Slam
Pantaloni e felpa con pelo con cappuccio: Columbia
Occhiali: Salice
Guanti: Burton

Vedi il video Le 3 Zinne(n)

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