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Una persona ricettiva e propensa al saluto

Una persona ricettiva e propensa al saluto

“La conosci?”
“No”
“E allora perché l’hai salutata?”
A me piace salutare, mi piace anche essere salutata, e credo ci siano persone come me, ricettive e propense al saluto.
Mi rendo conto che sia una cosa da fare soprattutto nei villaggi, nelle isole, nei posti piccoli che nelle grandi città, ma la verità è che io saluto dove mi sento di salutare. Un po’ #acaso, ma non troppo.
Ieri l’altro, per esempio, in un locale di Milano, m’è venuto spontaneo salutare un signore, che ha ricambiato, ma molto stranito. Non volevo mica provarci. Presa dai sensi di colpa, ho finto di averlo scambiato per il cameriere.
La verità invece è che amo pronunciare ciao, salve, buongiorno nei confronti di pratici sconosciuti, ma teorici amici per un secondo con qualcosa in comune.

Ci sono dei giorni bellissimi in cui esco, specie in bici o in moto, e mi capita spesso di essere fermata per strada per affermazioni, domande, saluti appunto, da personaggi mai visti prima.
Forse perché cammino a testa alta e non bassa, perché preferisco guardare in su che in giù, forse perché le persone mi interessano e basta.

“Una bicicletta eccentrica la sua signorina!”. Signore sui sessanta, sorpasso di livello in bici.
“Questa qui era la mia moto da giovane!”. Signore sui settanta, al semaforo.
“Bel cappello eh”. Signore sui cinquanta, all’uscita della metro.
“Questo vestito è bellissimo!”. Signora sui quaranta, in metro.
Ho un target meravigliosamente alto, i giovani hanno troppa paura di parlare e di essere giudicati.

Anche per questo mi viene di essere più “ricettiva” con le persone sopra i sessanta: non pensano ad un particolare interesse, sorridono naturalmente di più e parlano più volentieri.
Proprio ieri in metro mi è successa una cosa divertente: seduto davanti a me avevo un signore che mi stava fissando da un po’, ad un certo punto mi ha sorriso, io non ho ricambiato immediatamente, quindi s’è fatto più serio, dopo un po’ gli ho mostrato i denti e abbiamo sorriso entrambe come due bambini complici di qualche gioco.

Fatemi un favore: salutate di più, e pensate meno al cellulare quando siete per strada o sui mezzi. Si prova un bellissimo senso di leggerezza, il cuore ne trae benefici, il mondo appare più rosa, e poi si sa, quando si sorride siamo tutte più fighe. Almeno nella #vitavera, e non su Instagram.

Ho scritto questo post riguardando le foto di Caorle, là dove il mondo è rosa, appunto.

Camicia: vintage
Pantaloncini: P.A.R.O.S.H.


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