Tutti leoni con il cuore degli altri

Quel giorno lì camminai un sacco, presi due metro, mi fermai in un bar per un caffè non troppo buono, andai ad una sfilata dove sarei dovuta essere seduta in prima fila invece che in seconda, e continuai ancora a camminare.
Ci sono certe stagioni in cui non uscire dovrebbe essere un crimine perseguibile dalla legge.

Mi sono dovuta tuttavia sorbire quei comuni bisbigli di lei a lui (perché se il bersaglio sono le donne, è sempre dalle donne che parte il colpo), in cui lui, povero cristo, si trova a dover sorvolare con lo sguardo tutte le persone per poi finire a incrociare il tuo quando meno se lo aspetta, per poi annuire a lei, come per dire “sì, è vero, questa dove cazzo va vestita così”, anche perché se non annuisse lei continuerebbe a fraccassargli le palle all’infinito. L’uomo agisce spesso per la sua incolumità psichica.
Mi sono dovuta sorbire i commenti dei Cuor di Leone, che non accorgendosi fossero a voce troppo alta, si sono dovuti sciroppare le mie frecciate all’arsenico in risposta alle loro, a confronto, fucilate al miele.
“A questa manca il fucile”
Retro front.
“Ne hai uno da prestarmi?”
Scena muta.
Tutti leoni con il cuore degli altri.

La verità è che ci professiamo tutti aperti, open-minded, ma non solo non siamo pronti all’accettazione di chi è diverso da noi, ma ci sentiamo in dovere di criticarlo negativamente.
Tutti possiamo dire tutto a tutti; possiamo perfino mandare un tweet con scritto “sei un emerito imbecille” al Presidente Trump, e un messaggio privato a Melania accusandola di avere una faccia che potrebbe essere riciclata nella plastica.

Ognuno di noi si crede migliore dell’altro, perché ha una laurea che l’altro non ha, perché ha una gonna più lunga dell’altra che ce l’ha della stessa lunghezza di una maglietta, perché non mangia carne e dunque salva gli animali. Per un milione di motivi che sono relativamente validi.
Potreste considerarmi una brutta persona per quello che vi sto dicendo, ma a volte faccio l’esercizio di non giudicare le persone per come sono vestite. Fallisco quasi sempre, ma a volte, poche, vinco.
Poi mi dico che io sono anche questa, sono fatta così, fa parte del mio personaggio, per darmi successivamente uno schiaffo e ammettere che il mio personaggio potrebbe essere anche più morbido a volte.
Soprattutto perché vale sempre l’insegnamento: “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Cappello: Element Eden
Vestito: Momonì
Giacca: P.A.R.O.S.H.
Zaino: 289 by Sara Giunti


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