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Nessun brand da taggare: c’erano una volta i...

Nessun brand da taggare: c’erano una volta i blogger

A volte, spesso, penso all’evoluzione/involuzione di noi blogger (non voglio usare altri nomi, vedi influencer).
Mi ricordo che la mia prima foto del mio blog fu me di spalle, avevo una gonna di jeans stretta e una maglia non mi sovviene di che colore, la foto era in bianco e nero, tutto comprato da me.
Nessun regalo, nessun hashtag da mettere per forza, nessun brand da taggare, nessun compenso da nessuna azienda per avere indossato i suoi vestiti.
Erano i tempi in cui si poteva dire con certezza che i blog erano nati per differenziarsi dai siti, per comunicare in maniera indipendente e libera dalle pressioni degli investitori, perché non c’erano.

Adesso la realtà è ben diversa, e lo sappiamo tutti, inutile stia ad aggiungere parole inutili per descriverla.
Io stessa ricevo abiti in regalo (molti meno da quando sono sbucate fuori le Instagramer e le influencer dall’acquisto fan facile), e quelli che mi piacciono li indosso con tanto di menzione e tag.
Questo post, come altri che faccio ogni tanto, è un post nostalgico, alla vecchia maniera: ho indossato un vecchio abito di Zara, di non so quante stagioni fa, e mi ci sono fatta fotografare dall’amica brava a scattare. Così, senza “secondi fini”.

È come se a volte avessi bisogno di ricordarmi di essere anche così, di rimarcare il fatto che una blogger dovrebbe essere ancora un po’ così, e che mi piace essere tale.
“Così” ovvero postando foto un po’ per ispirare, un po’ per egocentrismo, senza perdere ore a cancellarsi ciccia, o a eliminare persone sullo sfondo, ma per il piacere di condividere, e soprattutto per divertimento.
E quel giorno sì, assalto delle zanzare a parte, mi divertì eccome.

 


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  1. Valeria

    21 agosto

    bellissimo vestito!adoro i vestiti maxi.

  2. giulio casini

    22 agosto

    hai scritto Zara mentre provavi a lavarti la coscienza

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