“Perché hai così pochi numeri?”

“Perché hai cosi pochi fan?”
“Perché hai poche interazioni”?

Ora, io cerco di spiegarvela in maniera semplice: perché voi tutti vivete in una realtà che non esiste.
Davvero, non esiste.
Sarà la centesima volta che scrivo questo genere di post, e non è la centesima volta che mi giustifico, ma che tento di aprirvi gli occhi, dopo avervi mandato più o meno gentilmente a quel paese per accusarmi di essere vera.
In questi termini, paio una papabile concorrente del Grande Fratello.
Sì, avete ragione, sono sempre quella che agli eventi, ai brunch, ai social events, chiamateli come vi pare, ha meno fan di tutti. Povera sfigata. Io che il mio primo blog lo aprii più di dieci anni fa. E in tutti questi anni non sono stata capace di raggiungere quelle sguinzie di diciotto anni che in sei mesi di Instagram, manco di blog, hanno raggiunto 300.000 fan, o giù di lì.
Metto io una foto e dopo un po’ raggiungo i 100 likes, ne mette una con trilioni di fan e dopo un po’ ne ha 20. Dopo un altro po’, per magia, 650.
Insomma, brave voi che siete capaci di diventare famose in due secondi e mezzo.
Provo molto rispetto per chi diventa una social star postando foto delle proprie tette e del proprio culo, è una via facile, abbastanza scontata certo, ma efficace, perché il mondo è pieno di morti di figa e di ragazzette wannabe. Tuttavia è un modo onesto per avere un certo tipo di audience.
Provo rispetto ma non condivido, perché io non ce la farei, non mi sentirei naturale, ecco. Ma qualche volta magari proverò. Forse.
Non provo alcun rispetto per chi compra 500 fan al giorno, e altrettanti commenti a foto, e neppure per chi usa quelle app che fanno like al posto tuo ad un determinato hashtag. Grazie a queste app vedo sedicenti influencer fare like a culi, soldati, ciambelle avariate, piedi sporchi, tutto indistintamente sia racchiuso in certo hashtag, che se fossi in loro mi sotterrerei dalla vergogna.
Queste app servono fondamentalmente a far venire il “likkato” nel tuo profilo e cliccare “segui”.

“Perché hai così pochi fan?”
Intanto a Pitti mi vengono a trovare fan vere, che mi pregano di non cambiare mai.
Su Instagram mi arrivano in continuazione tag di insegne.
Quando viaggio mi arrivano consigli di posti da visitare.
Nella mail ho richieste di dove andare a fare surf.
E le social star dai mille milioni di fan? Che oltre al millantato #MeLoAveteChiestoInTante su Instagram non le ho mai viste essere avvicinate da fan nella vita vera.
Direi che di fan ne ho pochi ma buoni, buonissimi, tutti largamente alfabetizzati, grandi d’età e con un cervello ampiamente funzionante.
Ho pochi fan perché non uso trucchi, anche se in realtà sono moltissimi, ma ormai la realtà è distorta.
Verrò forse pagata meno di certe altre perché i miei numeri sono piccoli (dato assolutamente relativo), anche se lavoro non il doppio, ma il quadruplo, ma ho chi mi legge, e chi mi stima per quello che faccio e che sono, non per quello che cerco di apparire.
Perché ragazzi, la notizia è che oltre i social network esistono i contenuti santiddio.
Contenuti: quelle cose che vengono scritte con un filo logico, dopo un po’ di tempo speso a fare ricerca. Queste cose qui io le ho in un aggeggio che si chiama blog. Do you know blog?

“Perché hai così poche interazioni?”
Poche.
Perché non sto ore a commentare gente a caso per farmi commentare, perché non compro commenti, perché meglio un commento intelligente che diciotto “amazing”.

Perché hai tutto poco?
Insomma, la conclusione sarebbe: io gran figa, tutte le altre furbe, per me sceme, e disoneste.
No. La conclusione è sempre la stessa: i pochi numeri sono in realtà tanti, la disonestà impera, quindi voi, cari brand, continuate pure a farvi fottere.
Lode a chi riesce ad essere sincera in un mondo dove tutto appare finto. Ne ho di colleghe pure, e le ammiro molto.
Sempre le stesse cose dico.
E se qualcuna o qualcuno di voi che è la prima o il primo a comprarsi anche la mamma osa fare like a questo post, se la vede con me. Che ho socialblade sottomano.

Abito: Fred Perry
Trench: Geospirit
Occhiali Silhouette
Rossetto: Make Up For Ever

 


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  2. Rita

    26 giugno

    Non potrei essere più d’accordo con te e spesso mi ritrovo nella tua stessa situazione! I contenuti! Cavolo, i contenuti! Ti adoro

  3. SABRINA

    26 giugno

    mitica, anche io pochissime interazioni e likes, specialmente quando parlo di libri 🙂 Io ti seguo sempre, offri tanta qualità ed originalità

  4. Tessy

    26 giugno

    Mitica! Quando ce vò ce vò

  5. mauma marinozzi

    26 giugno

    io non compro like, infatti anche s non scrivo ma posto foto di mie creazioni, ho pochi like, e va beh
    seguo il tuo lavoro e stimo molto le scelte e la professionalità
    buon lavoro!

  6. Martina

    27 giugno

    Ben detto 😉
    Ti invito a visitare il mio blog http://www.tacchiacavallo.com nato tre anni fa dalle mie passioni per moda cavalli e scrittura, si hai capito bene, scrittura 🙂 e mi chiedo spesso se faccio bene io o se sono invece stupida a non utilizzare certi strumenti così tanto apprezzati dai molti…. bello il tuo articolo! Mi sento meno sola 😉

  7. andrea

    27 giugno

    Felice di essere uno dei tuoi “pochi” fan. A me, che della moda non me ne frega nulla, era parso strano ritrovarmi qui a leggere di cose che in apparenza non mi interessano. Ma solo in apparenza perché la moda è solo la scusa, l’ossatura su cui imbastire tante belle riflessioni, un pretesto per tirare fuori quello che si ha dentro. E credo che Lucia abbia veramente tanto da dire e lo fa con il suo stile “smart casual”, semplice e colloquiale, a volte apparentemente scanzonato, ma che in realtà si basa su sapienti accostamenti di parole ed espressioni abbinate con cura e stile personale. Ed ecco che si rivela quindi la risposta alla domanda: “che ci faccio io qui?”. Lo stile. Nella moda come nella letteratura, nella scrittura o nella fotografia. E io adoro lo stile, ma solo quando diventa un veicolo di contenuti. E qui, su questo blog, ci sono entrambi.

    • Lucia

      5 luglio

      grazie di cuore!

  8. mike bongiorno

    28 giugno

    se hai bisogno di giustificarti significa che ti pesa avere ‘pochi’ fan. fai parte, e vorresti essere protagonista, di un mondo dove l’estetica comanda. e mi riferisco non solo alla bellezza umana, ma anche a come essa stessa influenza la bellezza del contenuto, oramai inestricabili. Purtroppo la tua estetica non ‘buca lo schermo’. la gente non e’ curiosa nel vederti in azione, e malgrado i tuoi encomiabili sforzi, il gran lavoro che ci metti non e’ sufficiente. forse la risposta te la sei data da sola.

    • Lucia

      5 luglio

      caro Mike Bongiorno da Singapore, mi impegnerò di più. Allegria!

  9. Valeria

    17 luglio

    sei grande!adoro il tuo blog! 🙂

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