Cara Carey ti copio

Una volta mi hanno detto che somiglio a Carey Mulligan.
Un’altra volta mi hanno detto che somiglio a Carey Mulligan.
Me lo hanno detto poi un’altra volta ancora.
Una volta per tutte vi ribadisco che tanto è inutile, non c’ho soldi da elargirvi per cotanti iperbolici complimenti.

Tuttavia, a forza di sentire Carey, Carey e Carey, mi ci sono ispirata, più precisamente al suo personaggio nel Grande Gatsby.
Niente di spudoratamente copiato, ma ho ripensato al trilione di foulard che ho nel cassetto e ne ho tirati fuori un po’.
Con i foulard ho un rapporto particolare: ne ho quasi sempre uno al collo, me ne provo mezza tonnellata da mettere in testa cento volte alla settimana, ma di fatto ne indosso uno, massimo una volta al mese.
I foulard in testa sono belli ma scomodi, scivolano, si sbilencano, un attimo che sei sciatta.
E poi fanno effetto uovo di (Del) Pasqua, specie su chi, come me, ha una faccia rotonda come un pallone da calcio.
Ma c’è sempre quella volta buona che me ne frego e ne indosso uno in un modo, o in un altro.
Pur sapendo di non fare effetto wow (ma Vov).

Spolverino: San Andrès Milano
Sandali: Sonique Italy

 

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