Ero Bonnie

Ogni volta che arriva Carnevale, c’arrivo impreparata.
Ogni volta mi voglio vestire da Ferrero Rocher, mandarino, o spugna; non una volta che realizzi qualcosa di tutto ciò.
Idem quest’anno. Sono arrivata ad un’ora della festa senza nulla, quindi ho fatto la cosa più logica che avessi potuto fare: (tra)vestirmi da me stessa, quindi o da uomo o da qualche personaggio dagli anni Quaranta in su.
Faye Dunaway, Bonnie. “Quella” Bonnie che s’accompagnava con Clyde.
Tailleur di qualche nonna, (ex) maglia preferita Benetton, che a causa della mia non capacità nel lavaggio ho ridotto a reggiseno praticamente, cappello della nonna Tina e via. Ero Bonnie.
Ovviamente nessuno ha riconosciuto il personaggio, un po’ perché non tutti conoscono il film, un po’ perché io mi vesto davvero sempre così.
Devo dire che mi sono calata davvero nei panni di un personaggio degli anni Trenta e Quaranta.
Pure troppo. Tanto che a festa terminata, ho deciso di avviarmi a casa a piedi, fino a che le scarpe (basse) avessero retto.
Camminando tra quartieri così diversi tra loro e popolati da persone altrettanto disuguali, mi sono resa conto come io fossi la differenza nell’universo omogeneo nella sua disomogeneità.
Diversa non nel senso di cool, no.
Mi sono immersa dal silenzio di via Vincenzo Monti al chiacchiericcio di Corso Garibaldi, fino ai drammi giovanili di Moscova notando quanto fossi anacronistica.
E allora mi sono sembrate anacronistiche le nuove insegne, i mini abiti di velluto, avrò visto dieci ragazze con lo stesso mini abito di velluto, i distributori automatici di cibo preconfezionato.
Ho sorriso davanti alla libreria di Cordusio, alzato come sempre il mento davanti al vecchio cinema Fossati, al numero 15 di Corso Garibaldi, si dice che vennero fatte centinaia di contravvenzioni lì dentro, all’epoca del fascismo, per gente che fumava e non poteva, immaginata cosa ci sarebbe potuto essere stato lì al posto di quella pizzeria cara come il fuoco e sempre zeppa di assatanati dell’aperitivo.

Nostalgia: questo meraviglioso sentimento, tanto sottovalutato, e che mi piace sia tale, perché mi rende viva condividerlo con i pochi in grado di comprenderlo.

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Medium shot in bank of Gene Hackman as Buck Barrow, Warren Beatty as Clyde Barrow, wearing hat, and Faye Dunaway as Bonnie Parker, all holding guns/pistols; woman seated in background. PHOTOGRAPHS TO BE USED SOLELY FOR ADVERTISING, PROMOTION, PUBLICITY OR REVIEWS OF THIS SPECIFIC MOTION PICTURE AND TO REMAIN THE PROPERTY OF THE STUDIO. NOT FOR SALE OR REDISTRIBUTION. ALL RIGHTS RESERVED.


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  1. Valeria

    10 marzo

    L’idea fantastica! 🙂

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