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Blue Serum di Chanel: il segreto dei centenari in boccetta

C’è chi nasce più bella e c’è chi nasce più bruttina. Tutte invecchiamo. Tutte.
C’è poi chi sceglie di contrastare l’invecchiamento facendo della propria espressione uno screenshot, una sorta di fermo immagine degno della bambola apparentemente più bella di Toy Story, e chi invece si accetta e decide di accompagnare l’avanzare del tempo con intelligenza.

Ho recentemente visto il documentario su una delle mie eroine, Iris Apfel. Eroina per me per ovvi motivi: i vecchietti mi stanno particolarmente simpatici, lei è un’imprenditrice di successo che ha girato il globo con il suo fedelissimo e amatissimo marito, è un’icona di stile – non una fashion icon – e ha una (giusta e lucida) opinione su tutto.
Riguardo all’invecchiamento la centenaria con forse più gusto al mondo ha espresso esattamente il mio pensiero: è naturale, e non c’è alcun bisogno di doverlo bloccare, trasformandosi necessariamente in mummie senza espressione, costrette poi a mummificarsi per sempre per mantenere l’impalcatura.
La propria faccia non è un ponteggio, bensì una struttura portante, che va stimolata, curata, coccolata, non aggredita.
Il problema sta anche nel significato stesso di “invecchiamento”, i cui sinonimi sono declino, logoramento, degradamento.
Tutte cose brutte, no?
Invecchiamento è una naturale evoluzione, così atipica per chi la asseconda che si trasforma quasi in una rivoluzione, dunque chi sceglie di invecchiare naturalmente è un rivoluzionario.
Vedi Benedetta Barzini.
Vedevi Virna Lisi.

Io viaggio molto, e la mia pelle è spesso sottoposta a stress climatici e cambi alimentari.
Io ho trentadue anni, e il mio processo d’invecchiamento è in corso.
Uno dei prodotti che ultimamente porto in valigia con me è il Blue Serum di Chanel; lo porto per diversi motivi: la confezione è snella, il siero è leggero e non aggressivo, ma soprattutto contiene una filosofia che condivido appieno.
La Ricerca Chanel esplora un modo rivoluzionario di prendersi cura di sé, ponendo alla base il concetto di longevità, un “qualcosa” in netta controtendenza rispetto ai principi della lotta anti età. Non c’è da combattere, semmai da accompagnare le donne in un percorso.
Sia lodato Gesù Cristo.

Chanel ha così studiato le popolazioni delle cosiddette zone blu, ossia Sardegna, Costa Rica, Grecia (l’isola di Ikaria) e Giappone, aree in cui vengono sfidate ogni statistiche demografiche.
Qui gli abitanti hanno un’alimentazione sana, fanno attività fisica regolare, gestiscono bene lo stress, e mantengono stretti legami sociali, parte integrante della loro vita, per questo vivrebbero a lungo.
Da questo viaggio della bellezza la Maison ha ricavato tre elementi, il caffè verde della Costa Rica, i cui frutti contengono molecole antiossidanti, cafestolo e kahweol, l’oliva della Sardegna, ricca di polifenoli, e il lentisco greco con l’acido oleanolico, dal potere rigenerante.
L’azione combinata dei tre principi attivi, caffè verde PFA, oleoattivo di olio ed estratto di resina di lentisco, permette di migliorare la longevità cellulare e di attivare la giovinezza della pelle, apportando energia, fornendo un’alimentazione adeguata, correggendo lo stress, e rafforzando gli scambi intercellulari per meglio rispondere agli stimoli dell’ambiente esterno.

Blue Serum di Chanel è un giro del mondo in boccetta, una carezza quotidiana per le donne, e non un piallatore di rughe, né un elisir di giovinezza.
Ci credete che sto utilizzando questo siero prima di tutto perché sono assolutamente affascinata dalla filosofia e incredibilmente colpita dalla ricerca?
(E questa non è manco una marchetta, giuro).

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