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Red Diaries: sia lodato lo storytelling

Red Diaries: sia lodato lo storytelling

L’ottava meraviglia del mondo è la colazione in hotel: le decine di barattolini di marmellate, la frutta fresca tagliata in maniera grossolanamente regolare, i camerieri con la divisa, i tuoi vicini e lontani di tavolo, che mentre mangiano compiono essenzialmente due azioni: o spippolano sul cellulare o leggono.

Il giorno della mia partenza, all’Hotel Baglioni di Roma, nella sala con le sedie a strisce bianche e nere, c’eravamo solo io ed un signore intento a leggere il New York Times sorseggiando caffè.
Mentre io ero indaffata a fare una foto decente per il mio Instagram Stories, controllando a intermittenza le ultime news online.
Alla mia decima fetta di melone il signore aveva già ricevuto una sostanziale processione di saluti con relative brevi conversazioni in tedesco, italiano e inglese, lingue che padroneggiava alla perfezione.
Era Bob Kunze-Concewitz, il CEO di Campari.
Lì, al mio tavolino con frutta e cappuccino, ho fatto un’addizione tra il carisma percepito in quindici minuti di “convivenza”, con i suoi interventi alla conferenza stampa del giorno prima, e ho capito tutto.
Ho capito che serve coraggio per essere visionari, per scardinare delle tradizioni, delle routine, degli appuntamenti fissi. E Campari non ha avuto paura di trasformarsi, tenendo conto del cambiamento dei tempi.
C’era una volta il calendario. Adesso c’è non un annullamento, bensì una sua ri(e)voluzione in senso olistico di esso.
Settimana scorsa sono sbarcata a Roma per scoprire il progetto Red Diaries, che è un esempio d’innovazione e storytelling esemplare.

walks the red carpet for 'Campari Red Diaries - Killer In Red' on January 24, 2017 in Rome, Italy.
Con l’obiettivo di portare in scena il concetto che “ogni cocktail racconta una storia”, Campari ha deciso di dare voce a Paolo Sorrentino per la direzione di uno short film, visibile esclusivamente su web (e ribadisco su web), e a Ivan Olita per raccontare dodici storie, dedicate a dodici bartender provenienti da tutto il mondo.
Protagonista di Killer in Red, il cardine del progetto, un noir firmato appunto Sorrentino, è l’attore hollywoodiano Clive Owen, nei panni di Floyd, un uomo come tanti che assume le sembianze di Floyd, un celebre bartender dei primi anni Ottanta, con la capacità di leggere la mente dei clienti e servire quindi il cocktail perfetto per il carattere di ciascuno.

“Essendo un noir – ha detto Sorrentino – al centro del desiderio maschile c’è una femme fatale, e Caroline Tillette, la co-protagonista lo devasta letteralmente”.
Una Jessica Rabbit franco-svizzera che incarna i canoni sia del noir che della bellezza secondo il regista, la cui costante femminile è certamente una sensualità non certo nascosta.

In Killer in Red c’è molto della Grande Bellezza, tanto che ho visto, un po’ a modalità “sovrapponi la carta lucida del Colosseo come era prima con la carta disegnata del Colosseo adesso”, diverse intersezioni tra un film e l’altro, dalla scena della discoteca alla scelta dei personaggi secondari stessi, che sono sempre estremi, volutamente eccessivi, e passatemi il termine tamarri, fino a Roma.
Io in Sorrentino ci vedo sempre Roma.

Il corto, che in realtà sarebbe dovuto essere più corto, ma “io sono sempre logorroico nel racconto cinematografico” (ha rivelato il regista), è incentrato sul bar, luogo su cui Paolo, durante la conferenza stampa, riflette a voce alta: “il bar è un luogo dove si capisce come stare al mondo e dove si esplora la seduzione”.
Bingo. Più Campari di così.

Se Killer in Red dà il via a questa campagna pioneristica e visionaria, il viaggio di Campari Red Diaries punta anche a dare un volto all’estro e al talento di dodici bartender internazionali in modo autentico e con altrettante storie di cocktail dirette dal giovane regista emergente italiano Ivan Olita.

walks the red carpet for 'Campari Red Diaries - Killer In Red' on January 24, 2017 in Rome, Italy.
Si tratta di dodici mini film che raccontano in maniera intima le personalità di chi sta dietro il bancone, visibili sul canale Youtube Campari, e rilasciati mano a mano sulla pagina Facebook.
Tutto ciò è una bellissima lezione di comunicazione e marketing per le aziende, che spesso si dimenticano di essere nel 2017, e non più negli anni Ottanta.

Postilla da fashion blogger: per quanto riguarda il look del grande party, lo posterò un’altra volta, questo è un progetto troppo interessante, per il quale eviterei in questo caso inutili sovrapposizioni.


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