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#postmedi Uomini-donne e donne-uomini

#postmedi Uomini-donne e donne-uomini

A grande, grandissima richiesta continuo con i miei post medi, che sinceramente non vorrei scrivere, ma che faccio perché:
1. Qualche esperto dell’Internet vorrebbe uccidermi per il mio andare ostinatamente per la mia direzione.
2. Ogni tanto mi devo preoccupare del traffico del sito, che dicono ci voglia.
Dunque oggi mi dedico ad un’analisi media, e ribadisco media, del (con)testo generale dedicato ai due sessi, con il mio solito occhio meravigliosamente cinico, ovviamente.

Un uomo dipingerebbe la situazione attuale maschi-femmine riducendola, giustamente, ad una specie di quadro di Fontana, ovvero:

Donne: umanoidi rompicoglioni ma coi coglioni, ammettiamolo.
Uomini: umanoidi che non rompono i coglioni, ma i coglioni dopo che se li sono fatti rompere dalle donne non li hanno più evidentemente aggiustati e che quindi sono diventati come le fighe (di legno), -questa non lo ammetteranno mai.
Detto fra me e voi, vorrei rinascere uomo per poter sentirmi veramente la donna snob che avrei sempre voluto essere.

Una donna dipingerebbe la situazione attuale maschi-femmine, “riducendola”, per DNA prolisso, ad una specie di Divina Commedia con tanto di doppie pagine tradotte in russo, cinese a arabo, ovvero:

Donne: umanoidi costrette a rompere le palle, perché gli uomini sono degli eterni bambini, farfalloni, irresponsabili e immaturi. Esseri dunque superiori perché costretti a gestire sia la propria specie, che quella maschile che pare non evolversi mai nel tempo, anzi.
Uomini: umanoidi che prima o poi nella vita sono destinati a rassegnarsi all’ottenimento della figa di legno, pur professando la ricerca dell’esatto contrario. Specie dunque che si fa triturare l’anima dal sesso femminile, lamentandosene all’infinito, poiché la loro indole è semplice e fatta per compiere tre azioni, cioè mangiare, dormire, metaforicamente riprodursi meglio dunque senza figli.

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C’hanno ragione entrambe, se si deve dare ragione a qualcheduno, tuttavia credo sia una sorta di circolo vizioso. La maggior parte delle donne tende a “non mollare”, a tartassare il povero uomo, che avrebbe invece come primo comandamento la libertà. Allora succede che lui va alla ricerca della ribelle, la donna libera che non ti scrive, né ti cerca mai, quella che “ah sì, io sogno una donna così, wild come me”, una che non ci pensa manco per sogno a gestirlo, ma che lo lascia stare.
Lui perde la testa per la ribelle (che è poi altro non è che la vera donna normale, ovvero quella che si considera entità staccata da lui), ma si tiene quella “normale”, nel frattempo sogna e trasgredisce, e lui ama codesto gioco.
Lo ama fino a quando, per magia, o meglio, per qualche strano sortilegio, capisce che alla lunga lui vuole quella che alla domenica gli fa il muso quando lui osa buttargli lì che preferirebbe, in teoria, una giornata sul divano col cane e gli amici, ad una fantasticissima domenica al lago insieme. Mica una che ti da un calcio nel sedere perché anche lei la domenica in realtà ha da fare, ha i suoi interessi personali.

E quindi sì, lui predilige la donna non indipendente che tuttavia lei crede di esserlo, all’amazzone che il sabato ti spedisce a casa di amici perché lei ha da organizzare una cena con le amiche, e perfino tre amici, e mica gay.
L’uomo preferisce tenersi la spaccamaroni easy, che quella easy e basta.
E intanto la maggior parte delle donne easy e basta diventa uomo, e quegli uomini dai coglioni triturati diventano donne, perché appunto i loro attributi sono finiti al macino.

Insomma la storia finisce che chi la dura e rompe le palle la vince, mica chi l’ha duro.
Il mondo in mano alle woody girls, che tutti non le vogliono, ma tutti le pigliano.
Che amarezza.

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