La reincarnazione del vestito beige

Eh lo so, torna ancora una delle mie due nonne.
Stavolta (ri) tocca alla cittadina nonna Tina, quella che aveva i vestiti fighi, e di cui non ne era solo gelosa, bensì pazzamente gelosa.
Soleva stare in casa con una rosa di abiti che io ritenevo perfetti per uscire, il fatto è che lei doveva essere impeccabile persino a casa, con tanto di rossetto compreso, ovviamente.
Uno di questi abiti somigliava tanto a quello che indosso io qui, anche per questo me ne sono innamorata al primo sguardo, ma era beige, con le maniche a tre quarti e le toppe ai gomiti.
Una delle particolarità di mia nonna è che comprava vestiti costosissimi, ma alla fine erano tutti bucati; d’altra parte io la capisco, odio la naftalina, e a questo punto credo pure lei.
Dopo che morì (prima non avrei potuto, o meglio, solo di nascosto), quell’abito cominciai a portarlo io, abitavo ancora in Toscana, si parla d’una decina d’anni fa, e mi ricordo che mentre per alcune mie amiche “ero avanti”, per altre ero semplicemente una che si vestiva da vecchia.
Non so che fine abbia fatto quel vestito beige in lana, non me lo ricordo proprio, però mi piace immaginare questo sia un po’ la “reincarnazione” di quello, anche senza toppe.

Abito: Quattromani
Occhiali: Kyme Sunglasses
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