Anche le principesse pagano le tasse

Spesso mi fanno notare il fatto che io mi vesta non di rado da uomo.
Lo so anche io che mi vesto sovente da uomo, dato che sono io.
Mi piacciono le cravatte, le bretelle, le giacche, i completi e i cappelli.
Alcuni mi dicono che dovrei essere più sexy, più femminile, ma il fatto è che io mi sento sexy e femminile con una cravatta, piuttosto che con una scollatura paurosa o con delle gonne inguinali.
Quelle cose che pochi uomini e donne capiscono.

Spesso mi fanno notare che io sia poco romantica.
È vero, ma sono pur sempre una donna, quindi a volte questa strana cosa chiamata “romanticismo” sopraffà pure me, ed io mi adeguo a questo passeggero status da cromosoma XX, appendendo al chiodo il papillon per dis-imbustare il vestito da principessa.
Quel giorno lì ero un po’ come la principessa che scappa dal castello per spararsi le pose lontana dalle sorelle cattive e acide, in tempi moderni si chiamerebbero haters; una principessa il cui sogno massimo nella vita non era quello di trovare il principe azzurro, ma alzare l’asticella dei like sull’ultima foto di schiena di Instagram. Una principessa che sapeva benissimo che il principe azzurro avrebbe dovuto passare i casting di fotografia e Photoshop, altrimenti avrebbe tranquillamente continuato con i suoi selfie. Che da piccola avrebbe voluto fare la ballerina, ma che poi da grande ha scelto di crescere domani.
D’altra parte anche le principesse, a quanto pare, pagano le tasse, hanno un lavoro instabile e hanno come mantra “cosa farò non lo so, vediamo”.
I(?) wanna be for ever young.

Abito: Christian Pellizzari
Ph: Arianna Bonucci

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