Make-up a dieta (solo quello)

Sarò, come sempre, non è una novità, obbiettiva: d’estate si vedono cose che noi umani d’inverno si vedono, grazie al cielo, meno spesso. Tipo: il bombardamento mediatico e reale di chiappe al vento, photoshoppato rigorosamente in “perfetto” stile Kim Kardashian, o naturalmente strabordante da shorts idonei a bimbette di otto anni, ma indossati da ragazze stra-maggiorenni, pinze colorate sui capelli, che manco la Nada a Ponte Buriano ne aveva di così fluorescenti nel suo stanzino, canotte corte, troppo corte, che lasciano pance poche graziose allo scoperto, e trucco da serata al Papete Beach, sia di giorno, in spiaggia, che per lo struscio notturno sul lungomare.

Allora no: il mare non ci autorizza ad esagerare, non ce n’è bisogno, per il banalissimo motivo che in e fuori dai flutti siamo tutti più belli così come siamo, al naturale.
È che, per misteriosi motivi, forse legati alle intersezioni planetarie, in vacanza c’è molto spesso un fortissimo desiderio di esibire, di mostrare, di strafare, che oltre ad essere del tutto inutile, i suoi chiamiamoli frutti sono anche esteticamente brutti.

Il mio mare di giorno è: costume intero, muta di neoprene, spesso manco le ciabatte, a volte mascara waterproof, occhiali da sole, protezione 50 per viso e corpo, e olio per capelli.
Il mio mare di sera è: una bella dose di doposole, tanto da lasciare la scia di profumo, vestito lungo o qualsiasi altra cosa facile, molto facile da indossare, o ciabatte o sandali, rossetto rosso dalla texture leggera e morbida, o nude, mascara sempre, e a volte la matita nera.
Ed è buffo (e molto piacevole, devo ammettere) che alcune di voi mi scrivano cose del tipo: “il tuo trucco è pazzesco!”, quando io, specie d’estate, impiego in tutto, massimo, cinque minuti, a farmi bella (in realtà anche d’inverno, cioè, forse sette).
Tra parentesi, in questo caso si vede, dato non è che abbia applicato il rossetto al massimo (mea culpa, ero in ritardo).

Perché la verità è che per me il trucco non è né una costruzione, né una costrizione: non mi voglio vedere né un’altra, né costretta a dipingermi tutti i giorni il viso perché non sarei abituata a vedermi al naturale.
Il trucco per me è semplicemente un piacevole gesto di routine che mi fa sentire più femminile, chic, e a volte, ma più raramente, sexy.
Deve essere come colorare quegli spazi bianchi con il puntino dentro: tu colori gli spazi, ma i contorni sono sempre quelli, non li modifichi mica, rendi semplicemente il disegno più bello, proprio perché colorato. Non so se mi spiego.
Quindi d’estate, alla sera, sono stra-favorevole al make-up, anche un po’ più “pesante”, se con pesante s’intende rossetto acceso, matita nera (questa che ho usato di Collistar non fa quell’orribile effetto “incollato-sulla-palpebra-superiore”), e un filo di terra.
Tuttavia, ve ne prego con tutto il cuore, mettete da parte fondo tinta, correttore, primer, brillantini, palette di ombretti che vanno dal grigio al marrone, fino ad arrivare al nero (a dire la verità io metterei da parte tutti gli ombretti) e sentitevi libere di mostrare la pelle al naturale dorata, abbronzatissima o più colorata che sia, e di decorarla con dei “bei contorni”, e basta.

Io grazie a dio sono in vacanza in delle località notoriamente surfiste e quindi non ho visto praticamente nessuna donna con il make-up di quella buonanima di Moira Orfei, ma prima di agosto, ho visto occhi neri senza pugni e bocche a pomodoro sfatto, che m’hanno abbastanza segnata.
Ecco, quindi onde evitare, andateci leggere e mettete pure le vostre trousse a dieta.

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