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Il Brutto, l’Esperto e la medaglia di bronzo

Il Brutto, l’Esperto e la medaglia di bronzo

Siamo in quaresima e come tutti gli anni, sia per tradizione che per mera necessità, si fanno le pulizie pasquali. Dicono che le pulizie della casa, compresi dunque il rovistare e il gettare via cose inutili, siano in genere compito delle donne; io dico che è anche compito dell’uomo. Infatti anche quest’anno mi ci sono messo di buzzo buono, tentando di mettere ordine indovinate che cosa? La cantina, che è così grande che fa fa praticamente da garage. Ho incominciato da alcuni cassetti di un vecchio mobile, stracolmo di roba vecchia che non si utilizza più: frugando e rifrugando mi sono ritrovato fra le mani alcuni oggetti, che pensavo perduti: una medaglia di bronzo di mio padre, delle siringhe, provette non mai usate, e camici per la mia professione. Perquisendo il cassetto ben bene, ho scovato anche un sacchetto di tela di yuta, contenente qualcosa di pesante.
L’ho aperto, e con mia meraviglia si sono presentati ai miei occhi alcune medaglie-ricordo.

Strofinando una di queste, sono riuscito a leggere: “Ginnastica Ritmica Falciai”. Era una medaglia di bronzo aggiudicata da Lucia e la sua squadra per il terzo posto al campionato nazionale a Vicenza.
Questa e tante altre medaglie mi hanno fatto ritornare indietro nel passato, quando accompagnavo Lucia con il suo fidato cerchio in spalla alle prove in palestra, che per fortuna si trovava ad un tiro di schioppo da casa nostra. Mi sono ritornate in mente non solo le ore interminabili aspettandola, allora aveva circa dieci anni, ma alcune figure di padri, che incontravo sempre anche nelle gare ufficiali, come il Brutto e il Grande Esperto (dato che anche lui aveva praticato da giovane ginnastica). Tutti e due avevano le rispettive figlie, più grandi di età della mia, che “sputavano” l’anima per essere le più brave tecnicamente, ed in effetti lo erano, ma la loro bravura veniva ostentata in modo grossolano ed antipatico. Lucia era bravina, ma qualche volta, forse per fare troppo o osare troppo, commetteva errori, insomma, non si dava mai per vinta, errori che venivano rimarcati, giustamente dall’insegnante, ma anche con pizzico di cattiveria dalle compagne di gara. Non erano e né sono state mai veramente amiche amiche. Ad una gara a Firenze, obbligatoria per accedere al campionato italiano, e precisamente alla Valle del Mugnone, il “babbo ginnasta”, quello che sapeva tutto di questa disciplina e che per mia sfortuna mi era vicino, armato di una macchina fotografica, ultimo modello, si era messo a scattare foto a tutta randa per eternare ai posteri la figlia, e non contento di quello che faceva, apriva la bocca per criticare chi, secondo lui,  aveva sbagliato movimento. Toccava a Lucia “ritmare” con il nastro ed io sinceramente trepidavo per lei, ed armato della mia Zeiss di oltre cortina, mi accingevo a seguirla scattando foto, quando sentii proferire una sua profezia: “vuoi vedere che Lucia ci fa perdere punti!”
Mi venne fuori  dal cuore una risposta, credo in quel momento adeguata: “terque quaterque testiculis tactis…”, ma la risposta più sincera ed adeguata fu da parte del pubblico che applaudì la mia Lucia al termine della sua “figura”.

Il ricordo più sentito fu alla finale del Campionato Italiano di Ritmica a Vicenza, in cui la squadra del Centro Ginnastica Ritmica di Arezzo, ebbe il terzo posto, medaglia di bronzo, il tutto gratificato dall’Inno di Mameli e da urla di gioia dei genitori, fieri dei loro “eroi”.

Dopo qualche anno di sacrifici e di rinunce, la squadra incominciò a sfasciarsi, e Lucia, presa dalla spirale del Liceo Classico, si buttò sui libri per cercare di essere tra le prime.
Forse questo sport, da me non amato, le ha dato quel quid che avvolge la sua personalità: il non darsi mai per vinta.
Dal nuoto, in quelle vasche della piscina sembra Spedy Gonzales, al Surf, ce la mette tutta. Tutto quello che le piace fare, viene svolto con amore e dedizione, come il suo lavoro. Brava Lucia! Continua sempre così!
A proposito, credo sarete curiosi: Ma che fine ha fatto il Ginnasta criticone? È rimasto il solito criticone, ma ha un cuore generoso ed altruista. Guarda caso è diventato nostro amico.

Il Dottor Del Pasqua

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