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Ritratto dell’imperfettissimo vacanziere

Ritratto dell’imperfettissimo vacanziere

mare

Ad Agosto, specie in Italia, la gente va in vacanza, e ogni volta che penso a questa cosa medito anche su due fatti: o il 90% della popolazione italiana è zarro forte, o il 90% della popolazione zarra forte si palesa in maniera prepotente a partire dal giorno dopo del mio compleanno che è il 31 luglio (ora che è passato posso dire quando è, visto che mi imbarazza ricevere auguri, non chiedetemi perché).

Codesto genere umano mette la testa (unta) e i piedi (con una pedicure che te la spiego) allo scoperto in altissima concentrazione temporalmente prima nelle stazioni e negli aeroporti. Poi c’è lo show deLe Smanie per la Villeggiatura, non di Carlo Goldoni, bensì di Mario Rossi, Maria Bianchi, Pia Brambilla e Giuseppina Di Miele. E che show. Vedi stamane che sono partita all’alba da Milano per farmi un week end toscano: ho assistito a spettacoli rari e purtroppo penso ripetibili. E’ inutile che mi lamento, trattasi di un fatto ciclico, meglio capiti una volta all’anno che una al mese.

Stamane sul Freccia Rossa Milano-Firenze ho ringraziato i Santissimi Numi, che magari è anche merito loro, per più di un motivo:

– Non mi sono fatta, come l’80% degli adolescenti dell’epoca, un tatuaggio tribale sopra il culo e quindi non l’ho mai voluto sfoggiare a tutti i costi abbassando la vita dei pantaloni e innalzando lo straripamento dei rotolini di lardo. Vale lo stesso per disegni da trasferello delle patatine sulle braccia (e le mie sono pure da camionista).

– Non mi è mai passato dall’anticamera del cervello di portare i leggings, che alla fine sono calze da 200 denari, tanto meno con perizomi improbabili credendo non si vedano solo perché ce l’hai in-fraano. E magari sopra una maglia corta con i  brillocchi.

– Nessuno mi ha mai visto andare in giro con i sandaletti e i piedi da dopo combattimento sul fango, sabbia, asfalto e palude. Ho la decenza di lavarmi i piedi e pittarmi le unghie, che se pur giganti, rimangono composte.

– Non ho mai avuto la minima tentazione di girare accompagnata da amici abbigliati di pinocchietti e sandali da Frate Indovino e/o sneakers tarocche bianche con calzino in vista nero.

– Questo è un ringraziamento davvero speciale: vi ringrazio infinitamente per avermi dotato di una coscienza. Io so di non poter portare purtroppo gli shorts-mutanda e non li metto, quindi grazie così che la mia cellulite rimane un accessorio del tutto personale, senza provocare sangue oculari a innocenti passanti. La percentuale di ragazze e donne con pezzi d’arancia sulle cosce in bella vista è davvero troppo alta. Dovrebbero non solo multarle, ma schiaffeggiare le loro coscione a suon di Somatoline.

– Non mi sono mai fatta piantare tra i capelli cerchietti con fiorellini cartonati, cappelli con fiori del presepe estivo, se può esistere, pinze con fiori del cimitero.

– Non sono mai andata in giro in ciabatte. Le ciabatte, santiddio, si sciorinano al mare, quel luogo dove ci sono sabbia, salsedine e ombrelloni bicolori.

– Ho sempre avuto la voglia, per decenza, di lavarmi i capelli.

– Non ho mai preparato panini alla finocchiona o alla porchetta da portare via con la stagnola, impregnando vicini e lontani di quell’odore che io da colei che non saggia carne, non so gradire.

– Non ho mai avuto la tentazione di farmi incollare da estetiste truzze unghie di plastica che toccando il cellulare vorticosamente causa coinvolgenti chat producono un suono che mi infastidisce all’ennesima potenza.

– Non ho mai viaggiato con gli zoccoletti di quel colore dorato-invecchiato con un fiore di pele invece che di pelle sulla fascetta che si autodistruggerà molto prima della fine della vacanza perché la qualità è relativa.

– Non mi sono mai agghindata di marsupi del maruga, borsellini di Proda, sacche del Dixan.

– Non mi sono mai addobbata di tremilaottocento bracciali che al minimo movimento fanno più casino loro che una mandria di cavalli in calore.

– Non mi sono mai dotata di più di una sola valigia. Della serie: piastra per capelli, il kit di smalti, il ferro da stiro in vacanza manco morta.

– Non mi sono mai truccata a caso, con un righino azzurro sugli occhi o peggio, nero, senza magari un filo di terra. Piuttosto non mi sono truccata proprio.

– Non ho mai fatto la figa in viaggio con zeppe chilometriche, chioma incatramata e muso nero d’autoabbronzante.

– Non ho mai urlato cose ai miei compagni di viaggio, incurante di tutto il resto del mondo vicino a me

– Mi sono sempre lavata. Tutta. E ho sempre fatto largo utilizzo di deodoranti.

Grazie o Santi Numi, che m’avete reso una normo-vacanziera.


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